Superman: Figlio di Kal-El – La Verità | Recensione

La serie dedicata a Jon Kent ha fatto parlare di sé per vari motivi

Pubblicato il 24 Luglio 2024 alle 17:00

Autori: Tom Taylor, John Timms, Davide Di Nicuolo
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: Stati Uniti
Prezzo: € 20,00
Cartonato a colori 17X26 – 152 pagine
Data di pubblicazione: 11/04/2024

Tobia Brunello
Tobia Brunello
2024-07-24T17:00:02+02:00
Tobia Brunello

Autori: Tom Taylor, John Timms, Davide Di Nicuolo Casa Editrice: Panini Comics Provenienza: Stati Uniti Prezzo: € 20,00 Cartonato a colori 17X26 – 152 pagine Data di pubblicazione: 11/04/2024

Il volume Superman: Figlio di Kal-El – La Verità raccoglie i primi 6 numeri della serie Superman: Son of Kal-El del 2021 scritta da Tom Taylor e disegnata principalmente da John Timms, che all’epoca suscitarono accese discussioni.

La serie racconta come Jon Kent, il figlio ormai adolescente di Clark Kent e Lois Lane, si ritrovi a subentrare al padre nel ruolo di Superman quando Kal-El decide di lasciare temporaneamente la Terra per andare a liberare Mondoguerra (nella saga raccontata parallelamente sulla serie Action Comics).

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A differenza di Kal-El, Jon è un Superman più impulsivo e pronto a minare lo status quo delle cose, come ogni figlio a confronto con il padre. Quando Jon chiede a Clark perché con tutti i suoi poteri non faccia di più per migliorare un mondo lacerato dalle proprie divisioni, il padre gli ricorda che non si tratta del suo mondo, che può aiutare gli umani ma nel profondo non si sente in diritto di guidarli, ma che a differenza sua Jon è terrestre oltre che kryptoniano e potrebbe essere lui la persona giusta.

Jon ha tutti i poteri e lo spessore morale di Superman, ma ha preso da sua madre Lois anche la sua dedizione nel dedicarsi alla ricerca e alla diffusione della verità e nel non farsi limitare dalle imposizioni delle autorità.

Ecco quindi che vediamo in azione un Superman “per la Gen Z”, per il quale lo scontro fisico è sempre l’ultimissima risorsa e che cerca sempre di risolvere i conflitti prima che esplodano, usando le parole più che i pugni. Quando ferma dei superumani incontrollabili, cerca sempre di assicurarsi che vengano trattati bene in detenzione. Lo vediamo affrontare sparatorie a scuola e salvare profughi che rischiano di annegare, accettando anche di essere detenuto insieme a loro 

Quando l’amicizia con il coetaneo esule gamorrano Jay Nakamura lo porta a confrontarsi direttamente con il presidente di Gamorra, Henry Bendix, Jon si ritrova ad essere al centro di tensioni internazionali e a scoprire un programma di creazione di metaumani contro la propria volontà.

La serie segue benissimo il percorso di Jon, un ragazzo che deve indossare il mantello di suo padre, letteralmente e metaforicamente, e trovare la sua strada per proteggere la libertà, la giustizia e un mondo migliore. Se Superman incarna tutti gli ideali più alti a cui aspire un eroe, suo figlio si trova a dover soddisfare aspettative altissime. Eppure Jon non si fa schiacciare dal peso del confronto ma anzi, 

Tom Taylor fa un ottimo lavoro nel tratteggiare una trama che si dipana pagina dopo pagina, di pari passo con la progressiva presa di coscienza di Jon del proprio ruolo e del suo lento distinguersi dalla figura paterna, con tutti i dubbi tipici di un adolescente.

E le scoperte di Jon non si limitano solo al suo ruolo di eroe: l’amicizia con Jay Nakamura infatti cresce nel corso delle pagine fino al bacio scambiato tra i due nel quinto capitolo. Un bacio naturale e spontaneo, a cui Taylor non fa seguire nessun proclama o manifesto, ma che esplicita la bisessualità di Jon.

Elemento che ha dato adito a polemiche infinite, a partire dall’abbandono della serie da parte del colorista Gabe Eltaeb (preludio alla sua fuoriuscita totale dalla DC per dedicarsi a fumetti di estrema destra e di propaganda trumpiana) e che ha portato anche a minacce di vario genere recapitate a Tom Taylor, e che inoltre ha dato a molti l’impressione sbagliata che Superman: Figlio di Kal-El fosse una serie incentrata solo su questo.

In realtà è una solidissima serie che riprende le atmosfere più tipicamente classiche dei fumetti di Superman e le rielabora per le generazioni più giovane.

I disegni di John Timms sono di buonissimo livello e riesce a bilanciare alla perfezione le sequenze più intimistiche con le grandi splash page ricche di azione e spettacolarità. Un po’ meno efficace Daniele Di Nicuolo, che lo sostituisce nel quarto capitolo e il cui tratto un po’ troppo caricaturale nei volti stona in alcune scene.

In Breve

Storia

8

Disegni

7

Cura editoriale

7

Sommario

Un'ottima partenza per una serie che prende tutte le caratteristiche più classiche di Superman e le modella attorno ad un personaggio più in linea con i lettori odierni rispetto al Clark Kent cresciuto in Kansas. Un Superman "per la Gen Z" che convince e offre un punto di vista più fresco sul più classico archetipo del supereroe.

7.5

Punteggio Totale

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