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The Case Study of Vanitas di Jun Mochizuki | Recensione manga Star Comics

Maria Antonietta Idotta 26/06/2017

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Dalla maestra Mochizuki un nuovo e accattivante shonen al debutto per Star Comics

“Il tuo vero nome è l’equazione costitutiva che dà forza alla tua esistenza… è la tua stessa vita.”

Il giovane vampiro Noè è inviato a Parigi dal suo maestro per raccogliere informazioni su una lunga catena di omicidi a opera di un vampiro, nonché sulle tracce del libro di Vanitas, un grimorio scritto secoli prima da un vampiro per vendicarsi dei suoi simili. Unico vampiro a essere nato sotto la luna blu, anziché rossa, Vanitas era diventato bersaglio dell’odio degli altri vampiri, sui quali aveva lanciato per vendetta un’oscura maledizione contenuta nel grimorio.

Noè si dirige a Parigi a bordo del dirigibile La Baliene, nel quale accade un incidente con una donna che propizia il suo incontro con un giovane uomo che dice di chiamarsi Vanitas e si spaccia per medico specializzato in vampiri ai quali restituisce il nome, liberandoli dalla maledizione, usando proprio il libro di Vanitas, ereditato dal vampiro della luna blu. Scettico sulle prime, Noè si ritrova costretto suo malgrado a seguire il giovane in un’avventura dai toni grotteschi e surreali alla ricerca di un vampiro assassino e della verità che si cela tra le pagine del famoso grimorio.

Dopo il successo riscosso da “Pandora Hearts”, Jun Mochizuki torna dai suoi lettori con una nuova opera che non tradisce le attese: un manga appassionante e complesso dalle atmosfere steampunk.

The Case Study of Vanitas colpisce il lettore sin dalla prima pagina, aprendosi su scenari vibranti. Gli incantevoli abiti vittoriani, il dettagliatissimo dirigibile La Baliene, fino alle splendide luci notturne parigine: ogni pagina delizia gli occhi con una radiosa opulenza.

L’opera contiene elementi tra i più variegati e riesce a farli funzionare alla perfezione, passando da scene di una bellezza quasi romantica alle sanguinose descrizioni di efferati omicidi con incredibile abilità e naturalezza. Un’efficacia che appassiona e incatena il lettore soprattutto a livello visivo.

Solidi i due personaggi principali dell’opera: incredibilmente coinvolgente e a tratti infantile, il capriccioso Vanitas, a cui fa da contraltare Noè, ragazzo concreto e dall’incredibile potenza. Il loro rapporto è l’ennesimo punto di forza del manga: vederli interagire è indubbiamente divertente fin dal primo rocambolesco incontro e durante gli innumerevoli battibecchi che li vedono protagonisti. Una relazione conflittuale destinata a mutare in un legame di fiducia e amicizia.

Il mondo nel quale si muovono i personaggi è altrettanto ben realizzato. Parigi, città di fiori e luci, è resa in modo autentico, e i pochi elementi steampunk non stonano affatto, anzi sembrano tutto fuorché anacronismi. Un ottimo lavoro anche l’introduzione della storia con l’ennesima rivisitazione della lotta tra uomini e Nascosti, alla ricerca di un punto d’incontro tra umani e vampiri. L’origine enigmatica del grimorio di Vanitas, inclusi il suo potere e il suo scopo, uniti alla rivelazione scioccante a fine primo capitolo del finale, distinguono la serie da molte altre del genere.

Sapendo già come finirà il viaggio, la mangaka si prenderà tutto il tempo di costellarlo di dettagli, rendendo gli eventi ancora più emozionanti. I capitoli sono divisi in memorie, ognuna delle quali vede come protagonista un personaggio. Oltre a Vanitas e Noè tra i protagonisti spiccano la strega Jeanne, il faccendiere Dante, la bella e sfortunata Amelia, nonché i vampiri a cui Vanitas restituisce il nome, uno spunto che fa l’occhiolino al libro degli amici di Natsume degli Spiriti.

Ma è indubbiamente l’arte a rendere l’opera eccezionale. Il tratto della Mochizuki è stellare: ogni tavola una sorta di microcosmo di dettagli impeccabili. Quasi inesauribile la gamma di espressioni che si alternano sui visi dei personaggi, così come la loro mimica, unica e inimitabile.

The Study Case of Vanitas in conclusione è l’emozionante debutto di una storia che avrà moltissimo da dire e che, nonostante ancora in embrione in questi primi capitoli, promette colpi di scena e innumerevoli segreti da scoprire.

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